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	<title>News Archivi - Welcome to Agrotimes</title>
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	<description>Il tuo territorio a portata di click</description>
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		<title>TikTok: una crescita incredibile, anche nei contenuti</title>
		<link>https://www.agrotimes.it/news/tiktok-una-crescita-incredibile-anche-nei-contenuti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Barbella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 14:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2020 Tiktok ha raggiunto il suo primo miliardo di iscritti; l’app cinese ha fornito a sempre più persone uno svago digitale, un modo per imparare cose nuove e la possibilità di ispirare la propria creatività. “Il bello di Tiktok è che è come una gigantesca festa”, questa la definizione di una giovane tiktoker. In [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2020 Tiktok ha raggiunto il suo primo miliardo di iscritti; l’app cinese ha fornito a sempre più persone uno svago digitale, un modo per imparare cose nuove e la possibilità di ispirare la propria creatività.<br />
“Il bello di Tiktok è che è come una gigantesca festa”, questa la definizione di una giovane tiktoker.<br />
In generale c’è sempre un po’ di scetticismo verso le nuove tecnologie, soprattutto se vengono usate dalle persone giovani (su Tiktok, due terzi degli utenti sono donne, e più del 40% sembra essere sotto i 21 anni).<br />
Su Tiktok i giovani creator hanno tantissimo da insegnare,Tiktok sta diventando una piattaforma fantastica, vivace e positiva anche per i meno giovani. E’ una app che mette al primo posto il contenuto, dove il limite di tempo si trasforma in semplicità di linguaggio ed immediatezza.<br />
Per questo motivo aumentano giorno dopo giorno i creator che sfidano l’algoritmo, per raggiungere, educare e intrattenere il loro pubblico.<br />
C’è chi affronta i temi di attualità con precisione e semplicità, chi racconta di biologia senza temere di parlare di vaccini, pandemia, mascherine e altri argomenti scottanti e chi fa avvicinare all’arte classica con umorismo e divertimento.<br />
Insomma, chi forse aveva qualche dubbio farebbe meglio ad imparare questo nuovo modo di essere digital social.</p>
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		<title>I 10 finalisti per la carica di nuovo Direttore generale del Parco archeologico di Pompei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Barbella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 14:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Individuati tra i 44 candidati i 10 finalisti per la carica di nuovo Direttore generale del Parco archeologico di Pompei, il vincitore prenderà il posto del Prof. Massimo Osanna, nominato Direttore Generale dei Musei italiani e attualmente direttore ad interim di Pompei. La lista, rigorosamente in ordine alfabetico per non rendere noti i punteggi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Individuati tra i 44 candidati i 10 finalisti per la carica di nuovo Direttore generale del Parco archeologico di Pompei, il vincitore prenderà il posto del Prof. Massimo Osanna, nominato Direttore Generale dei Musei italiani e attualmente direttore ad interim di Pompei.</p>
<p>La lista, rigorosamente in ordine alfabetico per non rendere noti i punteggi di partenza, è stata pubblicata oggi dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.</p>
<p>Programmati per il 10 e 11 febbraio i colloqui, che si svolgeranno presso la sede del MIBACT in via del collegio romano a Roma, al termine dei quali verranno comunicati i tre nominativi che saranno sottoposti al Ministro Franceschini, che avrà, poi, il compito di designare il nuovo direttore.</p>
<p>La nomina del nuovo direttore sarà resa nota entro il 31 marzo 2021.</p>
<p>Questi i nominativi in ordine alfabetico.</p>
<ol>
<li>Giovanni Di Pasquale</li>
<li>Maria Paola Guidobaldi</li>
<li>Giuseppe Carmelo Parello</li>
<li>Renata Picone</li>
<li>Federica Rinaldi</li>
<li>Mirella Serlorenzi</li>
<li>Francesco Sirano</li>
<li>Pierfrancesco Talamo</li>
<li>Giuliano Volpe</li>
<li>Gabriel Zuchtrieghel</li>
</ol>
<p>Tra i nomi in lizza spiccano, Francesco Sirano attuale Direttore del Parco archeologico di Ercolano con trascorsi a Pompei, Gabriel Zuchtrieghel attuale Direttore del Parco archeologico di Paestum e Velia e già componente della segreteria tecnica di Pompei, Maria Paola Guidobaldi, già Direttore degli scavi di Ercolano prima dell’autonomia gestionale e famosa autrice di vari testi, Pier Francesco Talamo, direttore nel 2019 del Parco (allora regionale) dei Campi Flegrei e Giuliano Volpe, accademico e archeologo che tra il 2014 e il 2018 è stato Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e paesaggistici del MIBACT partecipando alla cosiddetta “Riforma Franceschini”.</p>
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		<title>Impennata download per Telegram e Signal</title>
		<link>https://www.agrotimes.it/news/impennata-download-per-telegram-e-signal/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Barbella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 08:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la notizia della modifica di WhatsApp relativa ai suoi termini sulla privacy a partire dall&#8217;8 febbraio, che comunque non interesserà  l&#8217;italia e l&#8217;europa dove vige dal 2018 il GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. L’app di messaggistica Telegram ha avuto una forte impennata, registrando 25 milioni di nuovi utenti nelle ultime 72 ore, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la notizia della modifica di WhatsApp relativa ai suoi termini sulla privacy a partire dall&#8217;8 febbraio, che comunque <strong>non interesserà  l&#8217;italia e l&#8217;europa dove vige dal 2018 il GDPR,</strong> il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. L’app di messaggistica Telegram ha avuto una forte impennata, registrando 25 milioni di nuovi utenti nelle ultime 72 ore, come ha dichiarato il suo fondatore, il russo Pavel Durov.</p>
<p>L&#8217;app che contava già su oltre 500 milioni di utenti attivi (WhatsApp ne ha due miliardi) nelle prime settimane di gennaio, ha avuto 25 milioni di nuovi utenti iscritti a Telegram solo nelle ultime 72 ore.</p>
<p>Come ha dichiarato lo stesso Durov – “Le persone non vogliono più scambiare la loro privacy con servizi gratuiti&#8221;.</p>
<p>Per il fondatore di Telegram, l&#8217;app è diventato il &#8220;più grande rifugio&#8221; per chi cerca una piattaforma di comunicazione privata e sicura e ha assicurato ai nuovi utenti che il suo team &#8220;prende molto sul serio questa responsabilità&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra chat che ha registrato una impennata di download dopo le critiche a WhatsApp è Signal, raccomandata anche da Elon Musk, attualmente l&#8217;uomo più ricco del mondo e patron di Tesla e Space X.</p>
<p>&#8220;Nonostante l&#8217;obbligo di accettare i nuovi termini del servizio <strong>non ci sarà un aumento della condivisione di dati tra società diverse</strong> né alcun genere di cambiamento significativo&#8221;, spiega Ernesto Belisario, avvocato esperto in diritto delle tecnologie che sottolinea come &#8220;alcuni dati già venivano condivisi tra WhatsApp e Facebook, come ad esempio la mail con cui gli utenti si registrano al servizio o le informazioni sul dispositivo da cui viene usata l&#8217;app”.</p>
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		<title>CINEMA, AL VIA LA XV EDIZIONE DI «COFFI-CORTOGLOBO»</title>
		<link>https://www.agrotimes.it/news/cinema-al-via-la-xv-edizione-di-coffi-cortoglobo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cm Advisor]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 09:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PROIEZIONI, OSPITI, WEBINAR E WORKSHOP. DAL 15 AL 19 DICEMBRE Con l’emergenza sanitaria in corso la XV edizione del «COFFI &#8211; CortOglobo Film Festival Italia» diventa interamente digital. Dal 15 al 19 dicembre 2020 sul portale www.coffifestival.it verranno proiettati i 20 cortometraggi finalisti selezionati tra i 625 lavori iscritti al festival diretto da Andrea Recussi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PROIEZIONI, OSPITI, WEBINAR E WORKSHOP. DAL 15 AL 19 DICEMBRE</strong></p>
<p>Con l’emergenza sanitaria in corso la <strong>XV edizione </strong>del «<strong>COFFI &#8211; CortOglobo Film Festival Italia</strong>» diventa interamente <em>digital</em>. Dal 15 al 19 dicembre 2020 sul portale <a href="http://www.coffifestival.it">www.coffifestival.it</a> verranno proiettati i <strong>20 cortometraggi finalisti</strong> selezionati tra i <strong>625 lavori iscritti</strong> al festival diretto da <strong>Andrea Recussi </strong>e organizzato dall’<strong>Associazione ’O Globo</strong> di Angri, con il sostegno della <strong>Regione Campania</strong>.</p>
<p>Come ogni anno saranno quattro le categorie del concorso: «<strong>Sguardi d’Autore</strong>», dedicata ai professionisti del settore; «<strong>Nuovi Percorsi</strong>», sulle produzioni indipendenti; «<strong>Animazione</strong>», per gli amanti del Fumetto e del Disegno; «<strong>Documentari</strong>», per raccontare il mondo e l’attualità.</p>
<p>A scegliere i corti vincitori dell’edizione 2020 sarà una giuria tecnica composta da <strong>Mimmo Calopresti</strong>, regista, produttore e sceneggiatore vincitore del Nastro d’Argento con il suo ultimo film «<em>Aspromonte – La terra degli ultimi</em>»; <strong>Antonella Ponziani</strong>, attrice, già nel film «<em>Intervista</em>» di Federico Fellini e vincitrice del David di Donatello e Nastro d’Argento con «<em>Verso Sud</em>»; <strong>Gaetano Del Mauro</strong>, direttore della fotografia e autore del corto «<em>Tonino</em>», presentato al Giffoni Film Festival; <strong>Caterina Nardi</strong>, costumista in tante importanti produzioni che hanno scritto la storia del cinema italiano insieme al maestro Aurelio Grimaldi; <strong>Mario Spinocchio</strong>, regista cult della scena indipendente; <strong>Giuseppe Colella</strong>, responsabile della Sezione cinema e animazione di Comicon.</p>
<p>I giurati saranno anche ospiti di questa edizione che si potrà seguire gratuitamente sul portale web del festival. Il pubblico, infatti, potrà seguire le interviste in streaming (necessaria la registrazione sul portale): Mimmo Calopresti con cui parleremo del suo film fuori concorso «<strong><em>Aspromonte &#8211; la terra degli ultimi</em></strong>», Caterina Nardi, invece, introdurrà un dibattito sulla legalità attraverso le storie del suo ultimo, film diretto da Aurelio Grimaldi, «<strong><em>Il delitto Mattarella</em></strong>», mentre Gaetano Del Mauro ci presenterà il cortometraggio «<strong><em>Tonino</em></strong>», dedicato alla memoria di Antonio Esposito Ferraioli, cuoco e sindacalista della Cgil ucciso dalla camorra nel 1978. L’intervista a Mario Spinocchio e Antonella Ponziani, infine, anticiperà la visione del loro film «<strong><em>Per i nemici Nora</em></strong>», dedicato al tema dell’Olocausto.</p>
<p>Durante le cinque giornate del festival – che avrà come madrina l’attrice ex miss Italia, <strong>Nadia Bengala</strong> &#8211; ci saranno diversi <strong>webinar</strong> e <strong>workshop</strong> dedicati al pubblico con la sezione <strong><em>Coffi Script</em></strong>: in programma la presentazione del romanzo «<em>Zodiaco Street Food</em>», dello scrittore padovano <strong>Heman Zed</strong>, pubblicato da Neo Edizioni e un seminario di scrittura creativa con <strong>Roberto Cadonici</strong>, presidente del Centro Mauro Bolognini. La sezione <strong><em>Coffi Photo</em></strong> ospita, invece, il webinar con <strong>Nino Celeste</strong>, storico direttore della fotografia del cinema italiano. Protagonista della sezione «<strong><em>Coffi Acting</em></strong>» sarà, invece, <strong>Mario Zinno</strong>, direttore artistico del Palapartenope e storico attore della Compagnia di Massimo Ranieri. Tra gli ospiti attesi per la finale del 19 Dicembre ci sarà il filmaker <strong>Alessio Maria Federici</strong>, regista del docufilm «<em>Maradonapoli</em>», che sarà proiettato in esclusiva per i nostri iscritti alla piattaforma <a href="http://www.coffi-festival.it">www.coffifestival.it</a>.</p>
<p>A contendersi la vittoria della sezione principale, Sguardi d’Autore, saranno cinque opere: «<em>Il gioco</em>» regia di <strong>Alessandro Haber</strong>, «<em>Offro io</em>» di <strong>Paola Minaccioni</strong>, «<em>‘A livella de’ creature</em>» di <strong>Angelo Borruto </strong>e<strong> Pierfrancesco Borruto</strong>, «<em>Il vestito</em>» di <strong>Maurizio Ravallese</strong> e «<em>Non è solo un gioco</em>» di <strong>Guglielmo Lipari</strong>.</p>
<p>Nato nel 2004 ad Angri, il COFFI Festival si è svolto nelle ultime 3 edizioni a Vietri sul Mare, oltre ad avere una versione parallela anche in Germania (<a href="http://www.coffi-festival.de">www.coffi-festival.de</a>), dal 2011 al 2017, realizzata in collaborazione con l’<strong>Istituto Italiano di Cultura di Berlino</strong>. Anche quest’anno, nonostante le difficoltà e le limitazioni imposte dall’emergenza Codiv-19, il festival campano non rinuncia alla sua offerta cinematografica indipendente attraverso i cortometraggi prodotti da filmakers di tutte le età, provenienti da 13 paesi del mondo. Per una attenta lettura del contemporaneo attraverso visioni, emozioni e cambi di prospettiva.</p>
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		<title>“Natale sospeso” &#8211; Sei di Angri…come Me!</title>
		<link>https://www.agrotimes.it/news/natale-sospeso-sei-di-angricome-me/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cm Advisor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 17:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La solidarietà ai tempi del coronavirus coinvolge (grazie alla CM Advisor e al seguitissimo gruppo facebook “Sei di Angri se…” gestito da Roberto Esposito e Angela Della Femina) i negozi di Angri nel “Natale sospeso” &#8211; Sei di Angri…come Me! Un’interessante iniziativa benefica promossa per le festività natalizie, al culmine di un anno tristemente caratterizzato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La solidarietà ai tempi del coronavirus coinvolge (grazie alla CM Advisor e al seguitissimo gruppo facebook “Sei di Angri se…” gestito da Roberto Esposito e Angela Della Femina) i negozi di Angri nel “Natale sospeso” &#8211; Sei di Angri…come Me!</p>
<p>Un’interessante iniziativa benefica promossa per le festività natalizie, al culmine di un anno tristemente caratterizzato dal covid, che ci ha reso distanti per tutelare noi e chi ci sta intorno, ma che ci offre l’occasione di farci sentire vicini alle persone a cui teniamo e che hanno maggiormente bisogno di noi, con un gesto, un dono, un pensiero.</p>
<p>Il “Natale sospeso”, sulla scia delle tante iniziative benefiche promosse in Campania nei mesi scorsi (dal caffè sospeso alla spesa sospesa), si concretizza in 3 punti e vedrà coinvolti numerosi esercenti della Città di Angri.</p>
<p>Partecipare sarà molto semplice:</p>
<p>1) Entra in un negozio che espone la locandina</p>
<p>2) Acquista il tuo dono o lascia una donazione in denaro</p>
<p>3) Chiama o invia al numero 340 799 3845 per comunicare la tua donazione</p>
<p>Un incaricato si occuperà personalmente di consegnare il dono da te acquistato alla persona/famiglia da te indicata o, se non li lascia alcuna indicazione specifica, a una famiglia/persona bisognosa della città.</p>
<p>Sarai contattato appena la consegna sarà stata effettuata.</p>
<p>Cosa aspetti?</p>
<p>L’iniziativa punta anche ad incentivare gli Angresi a spendere ad Angri supportando i commercianti locali, ma anche per far sì che anche a Natale nessuno si senta solo.</p>
<p>Gli organizzatori ringraziano la Confesercenti, AgroTimes, AngriNews, MediaNews, Agro24, Antenna 3, Le 3 Scimmiette, 360 gradi web tv, Radio Base che diffonderanno e promuoveranno in maniera capillare l’iniziativa.</p>
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		<title>Il pane di 2000 anni fa</title>
		<link>https://www.agrotimes.it/news/il-pane-di-2000-anni-fa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Barbella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 11:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli alimenti dell’antichità il pane è quello più documentato da fonti letterarie, affreschi e bassorilievi. La conoscenza scientifica è frutto, invece, delle analisi di laboratorio delle tantissime pagnotte carbonizzate trovate a Pompei. I primi pani erano a base di legumi. Il cereale prima utilizzato nella produzione del pane è stato il farro, da cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli alimenti dell’antichità il pane è quello più documentato da fonti letterarie, affreschi e bassorilievi. La conoscenza scientifica è frutto, invece, delle analisi di laboratorio delle tantissime pagnotte carbonizzate trovate a Pompei.</p>
<p>I primi pani erano a base di legumi. Il cereale prima utilizzato nella produzione del pane è stato il farro, da cui discende il termine “farina” intesa come prodotto della macinazione dei cereali. Il blé (grano) proveniente dalla Sicilia e dall’Africa si affermò negli anni successivi. L’uso dei mulini ne agevolò la macinazione.</p>
<p>A Pompei come nell’antica Roma esistevano numerosi tipi e formati di pane, a seconda dei loro differenti usi, impasti e metodi di cottura.</p>
<p>Nel I secolo a.C. a Pompei si potevano contare decine di forni perfettamente attivi, costituiti da grandi macine in pietra lavica, azionate da schiavi o asini, c’erano più di 30 panificatori e tanti tipi di pane diversi (si contavano più di 10 varianti.): quelli per i ricchi, ma anche quelli che venivano preparati per altre categorie sociali, ad esempio gli schiavi o i marinai. Ce n’era perfino uno preparato appositamente per i cani (erano come i biscottini di oggi).</p>
<p>Oggi come 2000 anni fa il pane è immancabile sulle nostre tavole. Nell’alimentazione pompeiana il pane era da considerarsi al primo posto.</p>
<p>Molti usavano il mosto di vino rosso per lievitare l’impasto di farina. Pane e vino sono sempre stati i pilastri della dieta mediterranea perché alla portata di poveri e ricchi, padroni e servi.</p>
<p>Un tipo di pane preparato forse all’epoca, da un panificatore dell’antica Pompei, Terentius Neo, era dolce, preparato per i ricchi, per le feste, a base di cereali al farro, miele, pinoli, uva e frutta secca, noci, succo di melograno e fichi.</p>
<p>Il pane aveva sempre una forma circolare con 8 tagli (per i romani il numero 8 simboleggiava la perfezione), perché all’epoca non si utilizzavano coltelli seghettati e si spezzava con le mani.</p>
<p>Tra i tipi di pane conosciuti ricordiamo:</p>
<ul>
<li>il panis artolaganus che era il pane delle feste. con canditi, miele, olio, vino e ortaggi dentro l’impasto era un pane assai ricco;</li>
<li>il paniscibarius, allungato e prodotto con farine setacciate di orzo e farro;</li>
<li>il panisfurfureus, l’equivalente dei nostri  croccantini per  cani, prodotto con la crusca;</li>
<li>il panissecundarius, forma allungata e prodotto con farina integrale;</li>
<li>il panisbuccellatus , un pane che veniva asciugato, biscottato che aveva una cottura ed una asciugatura in forno caldo, quasi le nostre fette biscottate;</li>
<li>il panisadipatus, farcito con lardo, una pane scuro, destinato alla plebe;</li>
<li>il panismilitariscastrensis, per i soldati;</li>
<li>il panisnauticus, per i marinai, gallette a lunga conservazione;</li>
<li>il panisautopyrus, integrale;</li>
<li>il panispathicus o acquaticus spugnoso e in grado di assorbire maggior quantità di acqua.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Valogno: il borgo dei murales</title>
		<link>https://www.agrotimes.it/news/valogno-il-borgo-dei-murales/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Barbella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2020 12:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valogno è un piccolo borgo, di poche decine di &#8220;anime&#8221;, nel parco regionale ”Roccamonfina-Foce del Garigliano”, a cinque chilometri da Sessa Aurunca. Valogno è il paese dei murales e della fantasia. Era uno dei tanti paesini destinato a scomparire. I giovani erano emigrati tutti tra gli anni ’60 e gli anni ’90 e in paese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Valogno è un piccolo borgo, di poche decine di &#8220;anime&#8221;, nel parco regionale ”Roccamonfina-Foce del Garigliano”, a cinque chilometri da Sessa Aurunca. Valogno è il paese dei murales e della fantasia. Era uno dei tanti paesini destinato a scomparire. I giovani erano emigrati tutti tra gli anni ’60 e gli anni ’90 e in paese erano rimaste tante case vuote e pochi anziani. Il paese stava morendo. Non c’erano negozi, nemmeno un bar. Non c’era più nulla. Valogno era diventato un paese fantasma.</p>
<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">
<div dir="auto">Il paese era diventa grigio, spento e senza anima. Come tanti piccoli borghi italiani. Ma un giorno, ormai di dodici anni fa, Giovanni Casale e sua moglie Dora emigrati a Roma per cercare lavoro decidono di premere il tasto “pause” alle loro vite e di comune accorto decidono che per andare avanti bisogna tornare indietro. Chiudono la loro casa di Roma e tornano in provincia di Caserta, nel paesino sperduto tra le montagne, dove sono nati.</div>
<div dir="auto">Giovanni e Dora tornano nel paese in cui sono nati perché hanno un sogno: autofinanziano il progetto ”i colori del grigio”, fondano un’associazione e colorano le stradine di Valogno con 42 murales. Non sono opere di grandi artisti, ma sono opere che risvegliano il bambino che c’è in noi. Valogno si popola di favole, di vascelli incantati, di libri, di fate, di eroi e di briganti…ma anche di spaccati della vita di campagna, di momenti storici e di frammenti di antichi mestieri. L’ingresso a Valogno è spettacolare con un murales gigante di Frida Kahlo. Grazie all’idea dei murales i turisti sono tornati a Valogno.</div>
<div dir="auto">Storicamente Valogno era famosa per la sua &#8220;aria buona&#8221; utile a guarire coloro che, provenendo dal paludoso litorale, soffrivano di malattie respiratorie; tant&#8217;è che venne fondato un monastero in cui i monaci accoglievano i malati, curandoli con unguenti e infusi a base di erbe locali. Valogno conserva tutt&#8217;oggi una forte legame con il periodo del brigantaggio, poichè ha vissuto in modo diretto tale fenomeno, in quanto geograficamente strategica.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">
<div dir="auto">Valogno è un borgo caratterizzato da murales che ti accompagnano lungo un percorso unico che si snoda fra vicoli, slarghi e corti interne di piccoli palazzetti.</div>
<div dir="auto">Da vedere!!!</div>
</div>
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		<title>Pompei e il vino: tutto come 2,000 anni fa</title>
		<link>https://www.agrotimes.it/news/pompei-e-il-vino-tutto-come-2000-anni-fa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Barbella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2020 12:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi nella città antica di Pompei si coltiva l’uva e si produce il vino proprio come facevano i romani. Il vino era come oggi un momento di socializzazione infatti nell’antica Pompei c’erano tantissimi i luoghi in cui si vendeva, osterie, taverne, o meglio thermopolia, popinae e caupona; il vino era venduto al costo di 2, 3, 4 e 4 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi nella città antica di Pompei si coltiva l’uva e si produce il vino proprio come facevano i romani.<br />
Il vino era come oggi un momento di socializzazione infatti nell’antica Pompei c’erano tantissimi i luoghi in cui si vendeva, osterie, taverne, o meglio <strong>thermopolia</strong>, <strong>popinae </strong>e <strong>caupona; </strong>il vino era venduto al costo di <strong>2, 3, 4 e 4 assi e mezzo al sestario</strong> (una misura di capacità di poco superiore al “nostro” mezzo litro).<br />
Il vino prodotto oggi a Pompei è frutto di un rigoroso percorso scientifico e di studi dei vigneti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana.<br />
Il progetto nasce nel 1994 dall’analisi genetica di alcuni reperti di 2.000 anni fa: uva, radici, semi e vino.<br />
Dai risultati dello studio si individuano alcune varietà di uva come Fiano, Coda di Volpe, Greco, Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso.<br />
La coltivazione all’inizio avvenne in un’area limitata degli scavi, fino ad arrivare oggi a ben 15 aree, tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc., per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una produzione potenziale di circa 40 quintali per ettaro.<br />
Le viti sono state piantate proprio accanto ai calchi originali di quelle di duemila ani fa. Anche la tecnica di coltivazione utilizzata oggi è fedele a quella romana: per il piedirosso si usa la tecnica a palo, che solleva la vite. Per l’aglianico, invece quella ad alberello.<br />
Una volta pronto, il vino si lascia invecchiare per qualche anno.<br />
Il vino rappresenta un modo diverso ed unico per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica.<br />
L’Aglianico è una delle varietà più rappresentative della viticoltura dell’antichità, adatto alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento. Il vino prodotto ha una buona concentrazione, intensità aromatica, densità e particolare eleganza. Il vino dopo un lungo periodo di affinamento, si presenta con colore rosso rubino e offre un profumo con note che ricordano la prugna, la marasca, la mora, il tabacco, la liquirizia, la vaniglia, le erbe officinali, il pepe e i chiodi di garofano.<br />
Un percorso sensoriale equilibrato e di particolare finezza.<br />
Ogni anno si producono al massimo 1000/1500 bottiglie, il costo sul mercato è di circa 100 euro a bottiglia.</p>
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		<title>YouTube lavora per diventare un vero e proprio ecommerce</title>
		<link>https://www.agrotimes.it/news/youtube-lavora-per-diventare-un-vero-e-proprio-ecommerce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Barbella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2020 08:57:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>YouTube sta ormai navigando verso rotte che potrebbero portarlo nel breve termine ad avere una sua sezione dedicata all’ecommerce. In pratica i prodotti visualizzati all’interno dei video potranno essere acquistati direttamente su YouTube senza dover essere collegati ad altre piattaforme esterne. I test sono stati avviati attraverso i canali di alcuni youtuber selezionati, che attraverso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>YouTube sta ormai navigando verso rotte che potrebbero portarlo nel breve termine ad avere una sua sezione dedicata all’ecommerce. In pratica i prodotti visualizzati all’interno dei video potranno essere acquistati direttamente su YouTube senza dover essere collegati ad altre piattaforme esterne.<br />
I test sono stati avviati attraverso i canali di alcuni youtuber selezionati, che attraverso software dedicati e proprietari di YouTube consentono di taggare e monitorare i prodotti inseriti nei video. Un utile strumento di analisi e acquisto del colosso di Mountain View che consentirà di dare un nuovo volto al commercio elettronico, ormai lanciato e in crescita mese dopo mese.<br />
L’obiettivo di YouTube è quello di trasformare i video in vetrine virtuali, in modo che gli utenti possano passare direttamente dai filmati all’acquisto degli articoli contenuti in esse, proprio come le vetrine di negozi e centri commerciali. Youtube con la collaborazione di Shopify è intenzionata ad integrare nella propria piattaforma un vero e proprio ecommerce.<br />
I primi test di ecommerce interno riguardano quindi un ristretto numero di canali. I creator avranno il pieno controllo sui prodotti che vengono visualizzati e venduti tramite i loro video.<br />
L’introduzione di una piattaforma interna di ecommerce potrebbe essere quindi un’ulteriore fonte di guadagno per gli youtuber, un’opportunità per artisti, artigiani o piccole e medie imprese per sfruttare i video del proprio canale come pubblicizzare e vendere le proprie realizzazioni.</p>
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		<title>Firefox Monitor: il servizio che verifica se un indirizzo email è stato compromesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Barbella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 21:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mozilla Firefox in collaborazione con Have I Been Pwned (Hibp), ha sviluppato e messo a disposizione degli utenti un servizio che monitor account violanti, informando gli utenti nel caso i propri dati siano stati oggetto di una violazione. Questo nuovo servizio, chiamato Firefox Monitor, analizza la presenza di un indirizzo email all’interno di una libreria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mozilla Firefox in collaborazione con Have I Been Pwned (Hibp), ha sviluppato e messo a disposizione degli utenti un servizio che monitor account violanti, informando gli utenti nel caso i propri dati siano stati oggetto di una violazione.<br />
Questo nuovo servizio, chiamato Firefox Monitor, analizza la presenza di un indirizzo email all’interno di una libreria di dati provenienti dalle precedenti violazioni individuate in rete e grazie all’interfacciamento con il database di Hibp, è in grado di riscontrare infrazioni avvenute fin dal 2007.<br />
Firefox Monitor controlla l’indirizzo e avvisa l’utente in caso di compromissione. Esattamente come Chrome fa con Password Checkup, strumento di controllo delle credenziali che dal 31 agosto è passato dall’essere un’estensione facoltativa del browser all’essere un’impostazione predefinita di sicurezza.<br />
Per usare Firefox Monitor non è necessario navigare con il browser Firefox ma basta recarsi sul sito di Firefox Monitor, basterà inserire il proprio indirizzo email nella barra di ricerca e lo strumento segnalerà le eventuali violazioni passate relative all’indirizzo inserito. Inoltre l’utente potrà richiedere di essere avvisato violazioni future, in questo caso è necessario effettuare il login con il proprio account Firefox oppure crearne uno.<br />
In caso di violazione è consigliabile modificare le password utilizzate negli account compromessi e in quelli più importanti e utilizzati più spesso, soprattutto se legati alla mail compromessa.</p>
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