Pompei e il vino: tutto come 2,000 anni fa

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Oggi nella città antica di Pompei si coltiva l’uva e si produce il vino proprio come facevano i romani.
Il vino era come oggi un momento di socializzazione infatti nell’antica Pompei c’erano tantissimi i luoghi in cui si vendeva, osterie, taverne, o meglio thermopoliapopinae caupona; il vino era venduto al costo di 2, 3, 4 e 4 assi e mezzo al sestario (una misura di capacità di poco superiore al “nostro” mezzo litro).
Il vino prodotto oggi a Pompei è frutto di un rigoroso percorso scientifico e di studi dei vigneti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana.
Il progetto nasce nel 1994 dall’analisi genetica di alcuni reperti di 2.000 anni fa: uva, radici, semi e vino.
Dai risultati dello studio si individuano alcune varietà di uva come Fiano, Coda di Volpe, Greco, Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso.
La coltivazione all’inizio avvenne in un’area limitata degli scavi, fino ad arrivare oggi a ben 15 aree, tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc., per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una produzione potenziale di circa 40 quintali per ettaro.
Le viti sono state piantate proprio accanto ai calchi originali di quelle di duemila ani fa. Anche la tecnica di coltivazione utilizzata oggi è fedele a quella romana: per il piedirosso si usa la tecnica a palo, che solleva la vite. Per l’aglianico, invece quella ad alberello.
Una volta pronto, il vino si lascia invecchiare per qualche anno.
Il vino rappresenta un modo diverso ed unico per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica.
L’Aglianico è una delle varietà più rappresentative della viticoltura dell’antichità, adatto alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento. Il vino prodotto ha una buona concentrazione, intensità aromatica, densità e particolare eleganza. Il vino dopo un lungo periodo di affinamento, si presenta con colore rosso rubino e offre un profumo con note che ricordano la prugna, la marasca, la mora, il tabacco, la liquirizia, la vaniglia, le erbe officinali, il pepe e i chiodi di garofano.
Un percorso sensoriale equilibrato e di particolare finezza.
Ogni anno si producono al massimo 1000/1500 bottiglie, il costo sul mercato è di circa 100 euro a bottiglia.

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