Abusivismo edilizio: il fenomeno è costante, se non in crescita…

0
436

Il fenomeno è costante, se non in crescita, nell’Agro come in altre parti della provincia e dell’intera Campania. L’abusivismo edilizio è una piaga difficile da guarire, e ancor più da fermare. Basti pensare che nella nostra martoriata regione il 97% delle case abusive non è stato demolito. E soprattutto che ben mezzo milione di persone vive in aree a rischio, e potrebbe malauguratamente (a Sarno e in altre occasioni si è già verificato) pagare con la vita. Il dato di Legambiente parla di oltre 16mile case abusive che non è stato abbattuto. Mentre per la precisione sono 544mila le persone che vivono nelle famose aree rosse, quelle cioè classificate come ad elevato rischio idrogeologico. Si tratta di villette costruite nottetempo in zone di pregio. O magari addirittura in un’area protetta o vicino a un litorale. In Italia sono ben 71mila 450 gli immobili colpiti da ordinanze di demolizione. Più dell’80% di queste ordinanze, però, non viene eseguita dai Comuni. E tantissimi cittadini che hanno costruito abusivamente vive continuamente a rischio. La Campania, manco a dirlo, è una delle regioni più a rischio. Legambiente la classifica come “martoriata da abusivismo edilizio, ricoperta da cemento con un consumo di suolo che avanza anno dopo anno, dai piedi di argilla che frana alle prime piogge”. Colpa della mancata applicazione della legge sulla demolizione delle abitazioni abusive, col risultato che bel il 97% delle case in oggetto è ancora in piedi. Su 16.596 ordinanze di demolizione, solo il 3% sono state eseguite pari a 496 immobili. Non sono non si demolisce, ma non si acquisisce neppure al patrimonio pubblico come previsto dalla legge, e così solo il 2% di questi immobili risulta trascritto dai Comuni nei registri immobiliari, per la precisione sono 310. Legambiente spiega che il fenomeno dell’abusivismo edilizio è legato ad altri due fenomeni. Il primo è quello del cemento illegale: negli ultimi 3 anni in Campania, il lavoro delle Forze dell’ordine sul ciclo illegale del cemento ha portato alla luce 2.352 infrazioni, con la relativa denuncia di 2.567 soggetti. Inoltre, sono ben 65 i clan di camorra censiti da Legambiente in questi anni che hanno fatto e fanno affari con il cemento. Il secondo problema è il consumo di suolo: in Campania si costruisce dove non si dovrebbe. Nel 2017, le superfici urbanizzate censite interessano il 10,4% circa dell’intero territorio regionale, cioè 241 metri quadrati di suolo consumato per abitante. Dei 550 comuni che formano la Campania, sono ben 503 quelli che ricadono in aree classificate ad elevato rischio idrogeologico con una superficie di circa 3.338 chilometri quadrati, pari al 24,4% della superficie regionale. Tirando le somme su questo triste problema, che viene riproposto ad ogni intemperanza forte di Giove pluvio, in totale vivono esposte a rischio oltre 544mila persone, pari a circa il 10% della popolazione residente nella regione e dove insistono 499 scuole, 1288 beni culturali e 18.451 imprese. Numeri impressionanti, che inducono a riflettere e dovrebbero spingere chi di dovere ad una maggiore operatività e fermezza contro il fenomeno dell’abusivismo edilizio, che nell’Agro come in altre province della Campania tocca punte da record. In Italia ci sono stati 3 grandi condoni edilizi, a partire dal 1985, e il risultato più tangibile è stato l’incremento del numero delle case abusive tra il 2003 e il 2011, quando si è saliti di ben 280mila unità. Dopo i 3 condoni, le autodichiarazioni di abusivismo edilizio sono state oltre 15 milioni, con oltre il 30% delle domande che deve essere ancora esaminato.


LASCIA UN COMMENTO

Lascia un commento!
Ti preghiamo di inserire il tuo nome